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Capita, quando ancora non si ha dimestichezza con il mondo delle tinture naturali, di confondersi riguardo la composizione dell’henné. Al giorno d’oggi infatti vengono impropriamente definite “henné” non solo le polveri derivate dalla Lawsonia inermis ma anche quelle derivate dall’indigofera (henné nero) e dalla cassia (henné neutro). In realtà sarebbe più corretto riferire il termine henné solo alla polvere ottenuta dall’essiccazione e dallo sminuzzamento delle foglie della Lawsonia. Questa pianta è originaria delle regioni calde subtropicali, dell’Africa del nord e centro orientale, dell'Asia minore, dell’Iran e dell’ India occidentale. Essa prende il nome da John Lawson che, nel 1709 la descrisse in modo dettagliato. Inermis è invece riferito al fatto che la pianta non presenta spine. Un sinonimo è il termine “Alba”, dovuto invece ai suoi fiori di color bianco crema, dal delicato profumo. Utilizzando l’henné si otterranno dei riflessi ramati che varieranno a seconda del colore di partenza dei capelli. Mentre su quelli chiari il risultato potrebbe essere un rosso ramato molto intenso, sui capelli scuri si ottiene solitamente un bellissimo riflesso rosso visibile soprattutto alla luce del sole. L’henné però non ha solo il merito di conferire lucidità alla chioma: è infatti anche sebo-normalizzante ed è un ottimo antiforfora. Il suo uso costante rende quindi i capelli più corposi e lucidi. Come si prepara? Forniremo ora le informazioni necessarie per preparare l’henné. Si tenga conto che con l’esperienza ed un buon numero di tentativi ogni persona troverà prima o poi il metodo di preparazione che preferisce: è possibile infatti variare gli ingredienti da aggiungere alla composizione, modificare le dosi, creare i propri mix con altre polveri come l’indigofera o il mallo di noce, sperimentare soluzioni diverse e scoprirne di nuove. Non esiste una regola fissa e ognuno è libero di cercare la soluzione migliore per il propri capelli. In ogni caso il modo d’impiego tradizionale è a grandi linee il seguente: 1) Versate la polvere in una terrina (di ceramica andrà benissimo) secondo la lunghezza dei capelli: nel caso di capelli corti o medi 100 grammi dovrebbero bastare, in caso di capelli più lunghi è necessario aumentare la dose di polvere, tenendo anche conto della consistenza del composto e della corposità dei capelli. 2) Versate quindi nella terrina dell’acqua calda. L’acqua può essere sostituita con del tè o –nel caso si voglia rinforzare il rosso- con del karkadè. Aggiungere del liquido a ph acido come aceto, limone, spremuta di mandarino oppure un barattolino di yogurt bianco. Lo yogurt ha il compito di mantenere i capelli idratati ed evitare che appaiano secchi dopo l’applicazione; le sostanze acide servono per fissare il colore, sullo stesso principio per il quale è necessaria una sostanza acida per fissare i coloranti naturali sui filati. 3) Mescolate fino ad ottenere una poltiglia omogenea, possibilmente priva di grumi in modo tale che possa essere facilmente applicata sui capelli con l’uso di un pettine o di un pennello. Nel caso in cui l’odore del composto dovesse risultare poco piacevole è possibile aggiungere qualche goccia di olio essenziale di rosmarino o di lavanda. 4) Si lasci il composto a riposare. I tempi di riposo non sono fissi e variano in considerazione alla temperatura dell’ambiente. Si faccia riferimento allo schema qui riportato. 5) Il colore del composto in questo arco di tempo dovrebbe essere passato da verde scuro a marrone/rossiccio e nel caso in cui vi si immerga un polpastrello esso dovrebbe colorarsi di arancione. Ciò significa che l’henné è finalmente pronto per essere applicato sui capelli. Applicazione Prima di parlare dei metodi di applicazione facciamo una rapida premessa per dare un’idea generale dei risultati che è possibile ottenere grazie all’henné:
Indossate abiti che potete rovinare: l’applicazione dell’henné (e ancora di più quella dell’indigo) non è semplice come quella delle tinte chimiche: il composto cola molto facilmente e potrebbe sporcare i vestiti. Una volta applicato l’henné avvolgete i capelli nella carta stagnola o in una cuffia (inserire del cotone per evitare che l’impasto coli potrebbe essere utile). Se tra gli ingredienti riportati nella confezione non è segnalato sodium picramate l’henné potrà essere tenuto in posa senza limiti di tempo, ma con una soglia minima di due o tre ore. Se siete coraggiose potete tenerlo persino tutta la notte! In questo caso prendete provvedimenti e appoggiate un asciugamano sul cuscino per evitare di sporcare le federe. Se si dispone di una fonte di calore (casco, phon, sole) i tempi di applicazione potranno essere ridotti. Trascorso il tempo necessario risciacquate con cura. Anche qui ci sono diverse scuole di pensiero: c’è chi si fa lo shampoo, chi preferisce un cow (ovvero un lavaggio a solo balsamo) e chi preferisce usare solo l’acqua. A voi la scelta. Tenete conto però che l’henné continua ad agire per qualche tempo anche dopo che avrete lavato via l’impasto e quindi nell’arco di poche ore è possibile notare lievi cambiamenti nel colore. In ogni caso sciacquate fino a quando l’acqua non diventerà limpida. Avete finalmente terminato il lavoro! Articolo scritto da Luthien e Irene <- Back up |
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